Tanto lavoro di vigna

Elenchiamo i valori e le tecniche del nostro lavoro.
Sono molto  importanti per noi ; e anche per voi, per la vostra salute, per il vostro gusto, per questo paesaggio che è anche vostro,  per il pianeta che è patrimonio dei nostri figli.

vigna

Solo vigneti “in purezza”
Significa che ogni vigna è composta da un solo tipo di vitigno (sangiovese a levante e cabernet a ponente).
La biodiversità viene aumentata grazie all’uso di molti massali diversi (cioè di molti diversi “genitori” originali di Cabernet o Sangiovese) vari dei quali antichi.
Dunque la vendemmia non produce l’abituale mix di uve diverse in cui i sapori miscelano pregi e difetti, ma un unico vino con un’identità chiara ed orgogliosa.

Rispettare la vita della zolla

Milioni di batteri, funghi, insetti, lombrichi hanno un’ecologia complessa quanto un bosco o una barriera corallina. Fertilizzanti, diserbanti e antiparassitari uccidono quasi tutto; dopo il loro uso non solo servono decenni per riequilibrare l’ecosistema-suolo, ma anche sarà difficile  che quel che rinasce somigli a quello che c’era prima, perché gli equilibri tra le specie risultano irrimediabilmente modificati.  Invece un terreno vergine come il nostro, in assoluto mai contaminato da fertilizzanti o antiparassitari, contiene ancora i microorganismi originali, quelli che c’erano centinaia di migliaia di anni fa. Coi composti biodinamici si potenziano reciprocamente.

Niente antiparassitari né concimi chimici
Non pratichiamo nessun trattamento convenzionale antiparassitario o di concimazione, adottiamo solo i processi consentiti per l’agricoltura biodinamica.

Preparati biodinamici
Si tratta di macerati di camomilla, achillea, ortica, quercia, tarassaco e valeriana. Per migliorare la qualità dell’humus, li mescoliamo al compost.

Sovesci
Si seminano rafano, trifogli sotterranei, orzo, veccia, facelia e pisello proteico a cui si aggiunge naturalmente la flora spontanea.
Vangando e sotterrando questi prodotti si migliora la composizione organica, si evita l’erosione, si riduce il disseccamento estivo e si equilibra naturalmente l’azoto nel suolo; così non c’è alcun bisogno di ricorrere a sostanze artificiali.

Non cimiamo la vite
Contrariamente a quello che è considerato “normale” nella viticultura coonvenzionale, lasciamo alla pianta una crescita autonoma, senza potarne la cima.

Innaffiatura

Ogni litro di vino “normale” richiede la bellezza di 180 litri di acqua.
A noi invece non piace annacquare il vino neanche all’origine. Non si innaffia praticamente mai,  solo in rari casi di siccità particolarmente grave e prolungata.

Rispetto dei cicli
Per noi non solo il ciclo solare, ma anche quello lunare sono di grande importanza per stabilire le varie fasi del lavoro in vigna.

Vendemmia
Rigorosamente a mano.

La storia di un vino

"Eravamo seduti su questi terreni mai coltivati e poco piovosi, circondati da queste colline ventose, ricche di minerali. Pensavamo a un vino che fosse espressione di questo territorio, lavorato con lentezza secondo le stagioni e le fasi lunari. Volevamo applicare l’esperienza biodinamica a una terra resistente.

Abbiamo seminato rafano, trifogli sotterranei, orzo, veccia, facelia e pisello proteico per arricchire il terreno con i sovesci. Abbiamo aspettato il secondo maggio per piantare i primi capostipiti raccolti da antichi vigneti in selezione massale. Abbiamo osservato il ciclo lunare e l’equilibrio tra silice e calcare. Abbiamo lasciato alla pianta una crescita autonoma, senza cimature.

Oggi le vigne, composte da sangiovese a levante e cabernet a ponente, sono vendemmiate a mano.

La storia di un vino comincia sempre da quello che trovano le radici nel suolo; non esistono, sul Pianeta, due centimetri cubi di terra uguale, con la stessa composizione chimico-batteriologica, specialmente se si proteggono contro l'omologazione dei fitofarmaci."