Dove

Suvereto
È un borgo medioevale fortificato catalogato dall’ANCI tra i borghi più belli d’Italia. Le mura sono state edificate tra il 9° e il 12° sec.  Il nome significa, in italiano antico, “bosco di sugheri”.

Belvedere di Suvereto
È un piccolo nucleo urbano che dista dal capoluogo solo a 5 minuti d’auto o 20 a piedi, ma non si è mai sentito troppo unito ad esso; gli abitanti di Belvedere, benché siano sempre stati poche decine, si sono sempre considerati con una certa autonomia. Il nome è antico e non ha nulla a che fare coi mille “Belvedere” che sono pullulati nell’ultimo secolo. Il paesaggio è da mozzafiato.

La terra
È  sassosa, assolata, ventosa; dura da coltivare, specialmente se si paragona coi dolci campi più a valle; ma ne vale la pena, perché il terreno è ricco di oligoelementi rari che si riflettono nel gusto del vino: le Colline Metallifere sono vicine e tutta la valle del Cornia è caratterizzata da una geologia molto singolare.

La flora
Intorno alle vigne c’è ancora l’originale macchia mediterranea costituita da lecci e sughere secolari e da arbusti vigorosi come il corbezzolo, il mirto e la cespugliosa pistacia. Tipici sono i mandorli.

La fauna
Qui si rifugiano centinaia di specie di uccelli, tartarughe, volpi, caprioli oltre al tipico cinghiale maremmano.

Le vigne
I due  terreni dove abbiamo piantato le vigne erano rimasti incolti a memoria d’uomo, probabilmente per oltre un secolo. Non hanno mai visto fertilizzanti artificiali, fitofarmaci o altri alteranti del suolo, quindi conservano i microorganismi originali spontanei. Spesso non ci si pensa, ma la biodiversità è molto importante anche a livello microscopico.